giovedì 19 settembre 2013

Perineo&dintorni...al via i corsi dedicati alla femminilità!

L'avevo preannunciato, ed è con super felicità che annuncio ufficialmente l'inizio dei corsi dedicati alla nostra femminilità: BENESSERE DONNA - RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO. Si terranno a Seregno, il lunedì sera dalle 21.00 alle 22.00, a partire dal 30 settembre. Una seconda fascia oraria è prevista per il mattino (giovedì 9.45-10.45), in partenza non appena raggiungeremo un piccolo numero di donne interessate. 


Il corso è utile per tutte le donne, di qualsiasi età, dall’adolescenza alla menopausa. E' un percorso per sentirsi bene dentro e fuori, per migliorare il rapporto con tutto il proprio corpo, con la propria femminilità e per prevenire o curare fastidiosi disturbi.

Ma...“Che cos’è il pavimento pelvico?”

Il pavimento pelvico è formato da quella coppa di muscoli che chiudono “sotto” il nostro corpo, circondando i genitali, raccogliendo il nostro perineo. Sono una parte importantissima del nostro corpo, troppo spesso sottovalutata, e solitamente per nulla conosciuta! Il pavimento pelvico è invece una parte sempre attiva e recettiva: si muove con noi e risente del nostro vivere quotidiano, assorbe il nostro stress e le fatiche del corpo e della mente, così come i muscoli della schiena o delle spalle.

immagine da ornellaerminio.eu

E... “Perché prendersi cura del proprio pavimento pelvico? Non ho né prolasso genitale né perdite di urina…perché dovrei allenarmi?”

I nostri muscoli perineali hanno sempre bisogno di cure e attenzioni speciali. Ci sono anche casi particolari in cui la presa in carico da parte di uno specialista - come l'ostetrica - è assolutamente importante: ecco qui un elenco di SEGNALI D'ALLARME...

SEGNI E SINTOMI CHE INDICANO UNA DISFUNZIONE DEL PERINEO
- Difficoltà o incapacità ad interrompere il mitto (getto urinario)
- Perdita di urina sotto sforzo (tosse, starnuto, sollevamento di pesi)
- Insoddisfazione sessuale – Dispareunia (dolore ai rapporti)
- Sensazione di pesantezza pelvica
- Difficoltà a ritenere un assorbente interno
- Fuoriuscita di acqua dalla vagina dopo un bagno
- Rumori di aria dalla vagina (durante esercizi ginnici)
- Difficoltà a trattenere gas intestinali e/o feci
- Emorroidi
- Stitichezza
(elenco tratto dal sito dal sito http://www.guidalperineo.it/riabilitazione-del-pavimento-pelvico/ della dott.ssa Dialma Guida, ostetrica)

Praticare la ginnastica del pavimento pelvico è dunque di fondamentale importanza in caso di dolori durante i rapporti, perdite di pipì, e altri disturbi quotidiani. E’ importante potersi prendere cura del proprio pavimento pelvico anche in particolari momenti della vita della donna, come il post parto (anche parto cesareo) o la peri e post menopausa, periodi di importanti cambiamenti.

Seguendo un programma specifico che preveda non solo una serie di esercizi utili, ma anche una valutazione preliminare del pavimento pelvico e la possibilità di continuare ad essere seguite nel corso dei mesi, valutando i miglioramenti, è possibile dedicare al proprio Essere Donna cure ed attenzioni di qualità, guidate da uno specialista del settore.

Entrando in contatto con se stesse e scoprendo il potenziale dei propri muscoli pelvici, è possibile allenarli e migliorarne il tono, l’elasticità, l’ossigenazione…con grandi cambiamenti e benefici riscontrabili dopo solo pochi mesi di allenamento.

Il corso da me proposto è adatto alle donne di ogni età: così come l’esercizio fisico e l’allenamento fanno bene a tutti, anche far muovere il pavimento pelvico porta vantaggi a tutte!
Durante il corso – in piccoli gruppi di donne, di 6 incontri – si imparerà a riconoscere, avvertire ed ascoltare il proprio perineo, tanti esercizi di ginnastica, con graduale intensità e difficoltà, per poter allenare e migliorare la muscolatura del proprio pavimento pelvico, e piccoli “trucchi” quotidiani per dedicare attenzione e cura al proprio Benessere Donna.

Perché il corso possa essere a misura di ogni donna, e dedicare attenzioni di qualità ad ognuna anche all'interno del gruppo, per tutte le partecipanti è prevista una visita specialistica preliminare per la valutazione dello stato di salute del proprio pavimento pelvico, ed una successiva visita specilistica di controllo post allenamento per verificare progressi e miglioramenti.

Lunedì 30 settembre iniziamo con il primo corso...vi aspetto!
Per info e prenotazioni, scrivetemi mandando un'email a ostetrica.eleonora@gmail.com 

mercoledì 24 luglio 2013

Dopo l'estate riprendono i corsi per la gravidanza a Seregno, Lissone e Castellanza...e altre novità per le famiglie


Nell'attesa della preannunciata ondata di caldo che dovrebbe investirci tutti a breve (peggio di così?!), qui si lavora anche in preparazione al dopo-vacanze... 

A Seregno presso il centro Mamma pret-a-porter riprenderanno i corsi di accompagnamento alla nascita, ecco qui il calendario dettagliato!
. L'ARTE DI DARE ALLA LUCE: 3 incontri dedicati alla nascita, alla scoperta degli strumenti per la gestione del dolore – mercoledì 11, 18 e 25 settembre, ore 18.00-20.00
. LATTE DI MAMMA: 2 incontri per approfondire il tema dell'allattamento al seno, scoprire pratici strumenti di risoluzione dei problemi e sfatare tanti miti – giovedì 19 e 26 settembre, ore 15.00-16.30
. IL PIANTO DEL BAMBINO: 3 incontri per conoscere il mondo dei bebè, scoprire gli strumenti per la gestione del pianto e vivere in armonia i primi periodi dopo la nascita – mercoledì 2, 9 e 16 ottobre, ore 18.00-20.00
(cliccando qui potete trovare tutte le date dei corsi e degli incontri di Seregno)

Anche a Castellanza (VA), presso la clinica Humanitas Mater Domini, da settembre riprendono i corsi dedicati alla maternità, prima e dopo la nascita. Cliccando qui, potete trovare tutte le info, e anche i calendari fino a dicembre scaricando la brochure.

Come qualcuno di voi già sa, sono danzaterapeuta FID-ON in formazione. Per il mio tirocinio, dopo l'estate attiverò dei corsi di DANZA&MOVIMENTO CREATIVO a Seregno per le donne in gravidanza e le neomamme con i bebè in fascia. Non vedo l'ora di iniziare a danzare insieme a voi!

A settembre inizieranno anche i corsi in gravidanza di MOVIMENTOeRELAX TERRA&ACQUA presso il centro Fitness&Thermarium Moving di Lissone: un corso che unisce i benefici del movimento a secco e in vasca, per il benessere della mamma in dolce attesa, per la preparazione al parto, per la tonicità del pavimento pelvico... Per maggiori info, scrivetemi a ostetrica.eleonora@gmail.com

Insieme alla doula Cora Erba, sto organizzando a Seregno uno spazio per le madri, tra madri, per dare spazio ai RACCONTI DI NASCITA. Via libera alle emozioni, senza giudizio, senza paura, ma con la sola voglia di parlare, ascoltarsi ed essere ascoltate. Clicca qui per saperne di più...

Le novità saranno molte, per tutte le famiglie della Brianza... Uno spazio per le mamme, momenti dedicati all'allattamento, occasioni di conoscenza e scambio, nuovi progetti di assistenza ostetrica... Ma ora non vi anticipo altro!

Ne approfitto per comunicarvi che tra un paio di settimane sarò in vacanza anch'io, e tornerò attiva da fine agosto. Ma...non temete! Non siete sole: anche in mia assenza, chi avesse bisogno di un'ostetrica in zona può scrivermi, e vi darò il riferimento di una collega di fiducia!


venerdì 19 luglio 2013

Il corpo che sa

Mi capita molto spesso di essere contattata da mamme in dolce attesa in ricerca di informazioni su corsi di movimento, ginnastica, yoga, acquaticità o pilates dedicato al momento della gravidanza.
Personalmente, quello del lavoro corporeo è un campo che mi interessa moltissimo: non è a caso che ho deciso di dedicarmi alla educazione e riabilitazione del pavimento pelvico, che sto frequentando una scuola di danzaterapia per il percorso nascita, che da un paio d'anni conduco corsi di movimento per le pance... 
Più proseguo in questa stupenda ed immensa professione di Vita che è l'Essere Ostetrica, più sto accanto alle Donne, più il mio Corpo mi chiama per occuparmi di lui. 

Sono fermamente convinta che per poter stare accanto agli altri, occorre partire da se stessi. E' una cosa che qualcuno mi aveva raccontato, tempo fa. Ma è solo vivendolo come un'esigenza, un bisogno naturale, è l'avvertirlo come il normale prolungamento (o punto di partenza?) di quello che è il mio lavoro, che gli consente di manifestarsi a pieno.
Così, prima di stare con gli altri, capisco di dover stare con me stessa. Prima di far danzare, danzo. Prima di essere riabilitatrice delle mie donne, lo sono di me stessa.

Qualche giorno fa, alle donne del mio corso di accompagnamento alla nascita, concludendo l'incontro dedicato all'allattamento al seno, ho fatto loro un augurio: non di allattare, non di non vivere difficoltà o di non avere ragadi, ma semplicemente di essere sempre con loro stesse, in sintonia ognuna con il proprio corpo. Di ascoltarlo ed ascoltarsi. Perché il nostro corpo sa, e non dobbiamo fare altro che seguirlo, per avere tutte le risposte che cerchiamo.

venerdì 8 marzo 2013

Donna, ostetrica e fiera


Oggi ho rivisto una foto di qualche tempo fa. Ci sono io insieme ad un gruppo di colleghe durante un corso di formazione sulla conduzione dei corsi di accompagnamento alla nascita. Quella fu per me un'occasione di scoprire ed aprire gli occhi su me stessa e sui miei desideri. Fu infatti durante quel corso che compresi veramente e con coscienza che avrei realmente intrapreso la libera professione.

Ora ripenso a quanto fossi dubbiosa e scoraggiata, non troppo tempo fa, all'idea di intraprendere la professione dell'ostetrica nel modo in cui volevo farlo io, da libera professionista, per aiutare le mamme in un modo che mi appartiene, quello della vicinanza, del contatto, dell'incontro. Il modo del prendersi del tempo, tanto tempo prezioso da dedicare ad una singola mamma, a casa sua, giorno dopo giorno, camminando insieme... Pensavo che per creare un percorso diverso, in grado di affiancare l'assistenza ospedaliera, bisognasse essere ostetriche grandi, conosciute, quasi famose... Mi dicevo “Ma chi mai si metterà ad ascoltare una giovane sbarbata come me?”. Questo è quello che mi era sempre stato detto, ed è quello che molte colleghe oggi continuano a dire: per lavorare fuori dall’ospedale, occorre prima aver avuto una grande esperienza in ospedale. Niente di più falso, parola di testimone.

Per quanto impegnativo e difficile possa essere muovere i primi passi nel mondo della libera professione ostetrica, un mondo che durante gli anni di studio universitario viene visto e dipinto come un’irraggiungibile chimera, ho scoperto che, semplicemente, come in tutte le cose, basta esserci. Esserci al 100%, con le donne e per le donne, con professionalità e competenza, accompagnando con rispetto, senza giudicare, lasciando da parte la fretta. Occorre non smettere mai di studiare, formarsi ed informarsi, ma soprattutto occorre saper ascoltare e rispettare. Si deve essere pronti a cambiare, per crescere come persone e come professioniste. Crescere come donne, in mezzo ad altre donne. Cambiando idea, esplorando nuove prospettive, abbandonando certezze per abbracciare più ricchi e vasti orizzonti. Occorre essere in ascolto e in apertura.

Io credo che qualsiasi ostetrica dovrebbe essere questo, o almeno provarci. Per poter essere così, io ho bisogno di essere libera.

Più vado avanti, nonostante la fatica e la stanchezza di alcuni giorni, le sveglie presto tutte le mattine, i pasti saltati, le corse in auto, il lavoro fino a sera tardi e i progetti sempre nuovi da definire davanti al computer a notte inoltrata, capisco che sono contenta, e per una volta lo voglio proprio dire: sono fiera di me. E come potrei non esserlo, con le emozioni che le famiglie che incontro mi regalano?

mamma Eleonora e io


BUON 8 MARZO A TUTTE LE DONNE...
...che voi possiate sempre inseguire 
i vostri sogni più grandi...

mercoledì 27 febbraio 2013

La tetta dello scandalo


Risale a questi giorni la notizia di un evento che ha dello sconcertante: una mamma (che ho conosciuto e accompagnato fin dai primi mesi della gravidanza) è stata trattata in malo modo dal barista di un locale di Meda, in Brianza, per il semplice fatto di aver osato allattare al seno la sua bambina all'interno del locale. La cosa, a detta del barista, non era gradita. Il gruppo di amiche non è stato invitato ad abbandonare il locale (tra l'altro, vuoto), ma è comprensibile il clima che ne è subito scaturito: le mamme non si sono più sentite libere di poter allattare, di poter nutrire i bambini affamati, i quali, giustamente, hanno iniziato a protestare. 
Per colpa di una pubblica dimostrazione di grande ignoranza e presunto pudore, sono le mamme, ed ovviamente anche i bambini, a rimetterci.

Più di una volta mi è capitato di sentire donne e uomini - anche e soprattutto madri e padri di famiglia - lamentarsi di un certo fastidio provocato in loro dalla vista di una donna che si scopre il seno in pubblico per allattare. Ma se una cosa NORMALE mi da fastidio, non sono io ad avere un problema da risolvere, piuttosto che gli altri?

Ci tengo a chiarire una cosa: una donna che allatta non sta facendo topless in spiaggia (cosa di cui, tra l'altro, nessuno si scandalizzerebbe), non sta con le tette al vento se non per quell'istante in cui il bambino, magari, si stacca dal seno per girarsi, distrarsi, finire, o fare altro. L'obiettivo non è mettere in mostra il davanzale. Per chi non lo sapesse, una donna che allatta ha davanti al seno - e dunque al capezzolo - la testa di un bambino. I centimetri di pelle che effettivamente si vedono, dunque, non possono certamente essere di più di quelli della sventolona di turno che frequenta lo stesso bar "no allattamento" indossando una camicetta scollata o un top striminzito. Sfido qualsiasi barista ad intimare ad una signorina simile di allontanarsi dal locale, o a mostrare la propria "mercanzia" in un altro bar.

A costo di essere ripetitiva e scontata fino alla nausea, vorrei ricordare l'enorme quantità di immagini di tette a cui siamo sottoposti tutti i giorni: tv, internet, giornali, pubblicità, moda... anche con intenti esplicitamente erotici. Da quando siamo così pubblicamente votati al falso moralismo?


Se state pensando che non c'è bisogno di specificare queste cose alquanto banali e palesi, ripensateci. Se pensate che quanto accaduto in questo locale sia un caso isolato, ricredetevi. In Italia - e non solo - le donne che allattano al seno in pubblico vengono spesso additate, guardate male, trattate peggio, insultate, discriminate. 

Ci tengo a specificare che non esiste alcuna normativa che vieti alle donne di allattare in pubblico. L'allattamento al seno, anzi, è incoraggiato da tutte le Linee Guida naizonali ed internazionali relativamente alla salute della donna dopo il parto e circa l'alimentazione del neonato, e in questo si comprende anche l'allattamento in pubblico. Essere sfamati è un diritto di ogni bambino. Essere portati al seno per qualsiasi motivo - dal bisogno di cibo alla coccola - è un sacrosanto diritto di ogni bambino allattato al seno. Se questa vista vi disturba, voltatevi dall'altra parte. I vostri commenti teneteveli per voi, perché se esiste la libertà di pensiero (e nessuno ha intenzione, qui ed ora, di prendersi cura dei vostri problemi di fastidio a riguardo) esiste anche la libertà d'azione. E se la vostra libertà di pensiero si traduce in giudizio, in grado di minare e limitare la libertà altrui, cessa di essere un problema solo vostro, e diventa purtroppo un problema di molti, potenzialmente di tutti. 

domenica 24 febbraio 2013

Il corpo nella Danza

Avevo davvero voglia, quest'anno, di tornare a studiare. Oltre ai brevi corsi di formazione, era mio desiderio dedicarmi ad un percorso più lungo, impegnativo, grande. Così, ho passato settimane, mesi, a cercare su internet qualcosa che facesse al caso mio, che potesse interessarmi e stimolarmi, e che potesse anche combaciare con i miei impegni lavorativi.
Ho passato in rassegna non so quanti siti di quante università, scritto email a scuole private, contattato professionisti e professori. C'erano alcuni master e corsi che continuavo a riguardare, con particolare interesse, continuando a pensarci, come un chiodo fisso, ma senza decidermi realmente.
Nel periodo delle mie ricerche, l'esperienza di lavoro corporeo che avevo iniziato con le donne in gravidanza dei miei corsi continuava ad arricchirmi in un modo del tutto speciale, mi donava linfa vitale nonostante ogni volta, dopo ogni incontro, tornassi a casa stanchissima, ma inspiegabilmente piena di energia.

Forse fu anche per questo che quando lo trovai, capii subito che questo corso faceva al caso mio: Formazione Italiana Danzaterapia Operatori Nascita metodo Maria Fux.
"Wow, che meraviglia...eccolo, è proprio lui!", pensai in preda alla più rivelatrice delle epifanie, senza assolutamente capirne il motivo, ma sentivo che era proprio così. Chiesi due informazioni pratiche, e mi iscrissi.

A chi oggi mi chiede cosa faccio durante i seminari, durante il corso, durante gli incontri, non so rispondere. "Danziamo", potrei dire. E racchiudere Tutto e Niente in una semplice ma potente parola.

Ora mi trovo in treno, di ritorno da Pisa, location del corso. Provo a pensare a quello che è stato oggi, e ieri, ma non riesco a focalizzare, a creare un pensiero, una frase che possa spiegare, nemmeno a me stessa. Rivivo immagini e movimenti, sguardi e intese, e questo basta, perchè questo E'.

Barbara - la nostra splendida insegnante - ieri ci ha detto che "formazione" è anche e soprattutto "cambiamento", di qualsiasi forma, dimensione ed entità esso sia. E che se si intraprende un percorso di formazione, occorre essere disposti al cambiamento.
Ecco, forse, cosa faccio insieme alle mie sorelle compagne di cammino: mi trasformo, muto, cambio e ritorno, e insieme scopriamo di poterlo fare.
Perchè non sono sola.

lunedì 11 febbraio 2013

In silenzio, nella neve

Oggi nevica. Ha nevicato un po' ovunque, e qui da me è tutto coperto da venti buoni centimetri di una neve bianca e soffice. 
Tutto sommato, mi piace quando nevica. Mi piace il silenzio che naturalmente scende su ogni cosa, e cala piano, insieme ai fiocchi più grossi e pesanti. Fa quasi sparire anche il freddo.
Ogni volta che cammino nella neve, da un anno a questa parte, penso a voi. Penso al silenzio carico di emozione che mi accompagnava mentre camminavo sotto la neve per venirvi a trovare. Penso alla piccola, ancora nella pancia della sua mamma. Ripenso alle parole, ai gesti e agli sguardi, a questa amicizia speciale che mi ha reso zia di una bambina stupenda. La vostra bambina. E allora continuo a camminare nella neve, passo dopo passo, in silenzio. E mi sento felice.


mercoledì 6 febbraio 2013

Un pomeriggio con le studentesse ostetriche

Oggi è il 6 febbraio, la giornata mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili.
Ieri, in occasione di questo evento, sono stata ospitata dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca, la mia "vecchia" scuola, per un incontro con le studentesse dell'ultimo anno del Corso di Laurea in Ostetricia, per affrontare insieme il tema delle MGF.

La prima cosa - molto professionale - che ho pensato varcando la soglia dell'aula 2 dell'edificio U8,  è stata "Minchia, che revival!". Ritornare in università, ma questa volta dall'altra parte, sedendo in cattedra e non sui banchi, devo ammetterlo, è stato strano. Ma bello. Spero di aver trasmesso qualcosa alle studentesse, anche portando loro la mia esperienza da volontaria in Africa e di ostetrica condotta che qui in Italia lavora molto con le donne migranti.

Negli occhi delle mie future colleghe mi è sembrata di scorgere una luce, una fiamma particolare, un'energia cosmica che neanche la preparazione e l'ansia per l'esame più difficile del semestre è in grado di smorzare fino in fondo. E anche se è da poco che ho lasciato l'ambiente universitario da studentessa, guardare nei loro occhi mi ha commossa. Mi hanno ricordato me stessa all'inizio dell'ultimo anno, presa, indaffarata, schizzata e ansiosa, spesso intrattabile e nervosa per via dello stress e dei ritmi a cui l'università mi sottoponeva, ma con dentro una voglia bestiale di iniziare e finire questa benedetta tesi, passare l'Esame di Stato e finalmente mettermi seriamente in gioco in prima linea, con le donne, per le donne.

Come ho detto ieri a tutte loro, io sono positiva: il periodo storico non è dei più favorevoli, le strutture ospedaliere non sono in grado di sostenere assunzioni, i tagli ai progetti e al personale gravano fortemente sulla qualità dell'assistenza, mettendo in crisi insieme le professioniste e le famiglie. Ma sono positiva. La mia Università ha introdotto novità, come le nuove possibilità di tirocinio al di fuori dell'ambito ospedaliero per assaporare l'assistenza sul territorio e a domicilio. E' un buon segno, si sta seminando. E sono certa che le ostetriche giovani, come me, e le future colleghe possano davvero essere un buon terreno fertile per nuovi frutti. Ma abbiamo anche bisogno dello sguardo e delle mani esperte delle colleghe più grandi, le "anziane": abbiamo bisogno che ci sostengano in questo cambiamento, abbiamo bisogno di essere unite, tutte, in una grande sorellanza di donne ostetriche.

sabato 26 gennaio 2013

Un salotto per le mamme brianzole

Era da un sacco che volevo farlo sul serio. In realtà è quello che sto già facendo per le mamme straniere nello SPAZIO ALLE MAMME a Parabiago insieme a Spazio Mondi Migranti. Prendermi un momento, uno spazio libero, un appuntamento da dedicare al salotto tra donne e mamme. 

Quando conosco mamme con bimbi dopo i 6 mesi, dopo l'anno, tutte mi raccontano di come, a volte, sono stati difficili i primi momenti dopo la nascita, quando si torna a casa dopo la dimissione dell'ospedale, ci si ritrova a guardarsi in tre, con una nuova persona, amata, delicata e preziosa, tra le braccia. Tra le novità di questa nuova e meravigliosa vita, occorre darsi il tempo necessario per capire e per capirsi, per accettarsi anche in quelli che gli altri definirebbero errori, per non credersi una madre degenere per aver pensato - fosse anche solo una volta e per un'impercettibile frazione di secondo - di gettare il bambino dal balcone, o di chiuderlo in lavatrice. A volte, ci vuole del tempo per comprendere di non essere pazze scoppiando a piangere senza preavviso davanti ad una pubblicità. Ci vuole pazienza e comprensione per capire che le amiche con cui uscivamo la sera, per un aperitivo o un giro per locali a Milano, quelle amiche "non ancora mamme", continueranno ad avere i loro giri, orari e abitudini di sempre, si annoieranno a sentirci parlare di allattamento, pannolini, notti insonni e tutine, saranno al lavoro o in università o a studiare in biblioteca in quelle ore del giorno in cui noi, a casa con il nostro bambino, tra un riposo e l'altro, avremmo voglia anche di un po' di tempo per noi, per stare tra donne.

Essere mamma non è solo questo, mi raccontano, e vedo. Per fortuna, è molto, molto altro. Ma a volte serve del tempo, servono occasioni, per scoprire di non essere sole, nel bene e nel male, nella gioia e nel dolore, nella buona e nella "meno buona" sorte.

Almeno dalle mie parti, a quanto mi raccontano, a volte - forse troppo spesso - mancano occasioni di incontro tra mamme, al di fuori dei canonici corsi. Intendo un posto completamente open, dove poter entrare e uscire quando si vuole, portare un'amica, conoscerne di nuove, bere insieme un tè o una tisana e fare merenda con torta e biscotti. Un posto dove staccare la spina, parlare veramente di qualsiasi cosa, senza paura di essere giudicate, o di dover stare attente a come e quanto tenere o non tenere in braccio il proprio bebè. Un po' per la voglia di dar vita a tutto questo, un po' per il fatto che - diciamocelo in tutta sincerità - io AMO stare insieme alle mamme, ho deciso insieme a Giulia Mandrino, presidentessa dell'Associazione culturale Mamma prêt-a-porter di Seregno e a tutte le operatrici con cui già collaboro, di creare un punto di incontro tra mamme, anche in dolce attesa. E l'abbiamo chiamato - non a caso! - IL SALOTTO DELLE MAMME. L'unico obiettivo è quello di stare insieme. 

Dedico questo mio tempo come volontaria, sarò io ad accogliere le mamme e ad assicurarmi che tutto sia comodo, pronto e carino, a misura di mamma&bimbo. E sì, sarò con voi chiacchierare, spettegolare e tutto quello che avremo voglia di fare (sarà un momento molto rosa, tutto al femminile!), e ovviamente rispondere alle vostre domande o dubbi per quel che riguarda la maternità, se lo vorrete.

Ci incontreremo a Seregno, in via Tasso 59, il primo e il terzo mercoledì di ogni mese, dalle ore 14.30 alle ore 16.30. Non serve prenotarsi, non serve iscriversi...potete venire e andare quando e come volete! Per essere dei nostri, basta solo associarsi a Mamma pret-a-porter.

Il salotto apre mercoledì 6 febbraio... Io sarò lì, vi aspetto!