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sabato 7 dicembre 2013

Felicità prenatalizie

Fatica, lavoro, soddisfazioni, difficoltà, gioie, divertimento... Mesi intensi, carichi, pieni di cose e di cose da fare...che mi impongono riposo con una bella influenza proprio in questo periodo prefestivo! 
Ma anche se la salute se ne va per un attimo, l'entusiasmo non cala! Sono soprattutto due le cose che voglio raccontarvi oggi, le novità che riempiono di gioia la mia vita.

Innanzitutto...da gennaio, sarò docente del percorso di formazione F.I.D.-O.N. (Formazione Italiana Danzaterapia Operatori Nascita metodo Maria Fux), accanto alla meravigliosa danzatrice e danzaterapeuta Barbara Turchi, e a tutti gli altri docenti di questo percorso del corpo e dell'anima. E' un percorso dedicato a chi si occupa di maternità e di "arti del cuore", cliccando qui potrete trovare tutte le informazioni, anche per potersi iscrivere. Se avete tempo, voglia e risorse da investire in un nuovo percorso di studi, ve lo consiglio davvero...è un'opportunità di crescita innanzitutto personale, e anche da un punto di vista professionale.



giovedì 14 novembre 2013

Ascoltarsi. Sentirsi. Amarsi.

Settimana scorsa si è concluso il mio primo corso dedicato al benessere femminile e alla ginnastica del pavimento pelvico. Sei donne (me compresa), insieme per sei incontri. Molte donne mi chiedono "Ma cosa si fa al corso del pavimento pelvico??". Mi verrebbe da rispondere...di tutto un po'! 
Ci sono donne che mi contattano perché sanno di avere un problema da risolvere (perdite di pipì, o dolore ai rapporti...) oppure per conoscersi, e sperimentare questa ginnastica che fa tanto bene a tutte e che può migliorare la vita di coppia (sì, avete capito bene...allenare i muscoli di vagina&co migliora la vita sessuale!). 
E' da un po' che mi occupo di perineo&benessere, ma con una donna alla volta, in ambulatorio. Questo era il primo corso, e - orgoglio personale - devo dire che è stato un successo. 
Abbiamo fatto ginnastica, abbiamo allenato il nostro perineo, e abbiamo anche raggiunto l'obiettivo di risolvere i problemi e i disturbi... Abbiamo sicuramente parlato tanto, tantissimo, di benessere, vita di coppia, sesso, nascite dei bambini, gravidanze... Ma più di ogni cosa, ci siamo ascoltate. E sentite. 

"Cosa si fa al corso del pavimento pelvico??"
Ci si riscopre. Si impara ad ascoltare il proprio corpo, in una zona troppo spesso dimenticata e sottovalutata. Si impara a percepire cosa accade ad alcuni importantissimi muscoli del nostro corpo mentre camminiamo, mentre facciamo le scale, mentre scriviamo al computer, mentre siamo in coda a fare la spesa, mentre danziamo. Quando siamo felici o arrabbiate. Si impara a muovere ed allenare i muscoli che circondano ed abbracciano il nostro femminile...si scoprono gli inimmaginati (e a volte inimmaginabili!) poteri della Vagina! Insomma, si impara ad amarsi un po', come diceva Battisti.

La cosa più bella è stata concludere il corso ascoltando le parole di felicità delle partecipanti: hanno raccontato di sentirsi più consapevoli di se stesse e del proprio corpo, di aver scoperto cose meravigliose e mai sentite prima...di stare bene.

Ed io sono stata bene con loro, e non vedo l'ora di iniziare con un nuovo corso!


I corsi per il pavimento pelvico sono a Seregno, 
il lunedì sera 21.00-22.00, e il giovedì mattina 8.45-9.45. 
Scrivete per info ed iscrizioni!

giovedì 3 ottobre 2013

3, 2, 1...SAM!

Anche quest'anno torna l'appuntamento con la SAM, la Settimana per l'Allattamento Materno. Il tema di quest'anno mi sta personalmente molto a cuore: "Sostenere l'allattamento: vicine alle madri". E non si tratta, a mio avviso, di sostenere le madri per aiutarle ad allattare. Per me, sostenere una mamma significa sostenerla nelle sue scelte, verso quello che il suo cuore le dice. E' per questo che gli eventi organizzati in Brianza, insieme a colleghe ed amiche, per questa SAM 2013, hanno l'obiettivo di coinvolgere tutti, ma proprio tutti: mamme che allattano o che hanno allattato, così come chi non ha allattato, per scelta, per via degli eventi, per un mancato sostegno. E l'invito è esteso ai papà, ai bambini, agli amici, ai parenti, nonni zii e cugini, ai curiosi, e a tutti i professionisti che si occupano di maternità: perché allattare è un gesto sociale, che coinvolge tutti, e tutti possiamo sostenere le madri e i loro bambini!


Lo scorso anno, organizzai il flashmob "Allattiamo insieme" nel centro di Monza insieme alla collega Alessandra Beretta, per colorare la città, e puntare l'attenzione sulla libertà delle mamme di allattare i propri bambini ovunque, anche in pubblico. 

Quest'anno, gli appuntamenti sono tantissimi! Innanzitutto, mi troverete la mattina di questo sabato 5 ottobre, dalle 9.00 alle 12.00, ad uno stand all'inizio del mercato comunale di Seveso, insieme alle colleghe Silvia Bianchi e Veronica Pozza di A casa con te. Allestiremo un baby pit-stop per il cambio pannolino, un angolo per l'allattamento al seno, e sarà un'occasione per conoscerci, scambiare due chiacchiere e poter chiedere informazioni a 360° sulla maternità, l'allattamento e scoprire chi è e cosa fa l'ostetrica.

Sempre sabato 5 ottobre, alle 17.00, ci troveremo a Seregno presso la sede dell'Associazione Mamma pret-a-porter (via Tasso, 59) per la Tenda Rossa dedicata alle "Storie di Latte": insieme a Cora Erba, doula e pedagogista, ci troveremo tra donne per parlare delle nostre esperienze di allattamento. Per chi ha allattato con gioia e per chi l'ha fatto con difficoltà, per chi avrebbe voluto ma non l'ha fatto, per chi ha scelto di non allattare, per chi vuole saperne di più. Clicca qui per info e per prenotarti... 

E poi...torna l'appuntamento con il flashmob! Sempre in centro a Monza, domenica 6 ottobre alle 16.30 all'Arengario: troverete me, Silvia e Veronica, per festeggiare tutti insieme! L'invito è esteso proprio a tutti: mamme, chi ha allattato e chi no, bambini e papà, nonni e zii, cugini e nipoti... Non potete mancare! 

E per conoscere tutti gli altri appuntamenti in occasione della SAM 2013, andate sul sito di A casa con te, cliccando qui!

Buona SAM a tutti...vi aspetto in giro per la Brianza!


venerdì 19 luglio 2013

Il corpo che sa

Mi capita molto spesso di essere contattata da mamme in dolce attesa in ricerca di informazioni su corsi di movimento, ginnastica, yoga, acquaticità o pilates dedicato al momento della gravidanza.
Personalmente, quello del lavoro corporeo è un campo che mi interessa moltissimo: non è a caso che ho deciso di dedicarmi alla educazione e riabilitazione del pavimento pelvico, che sto frequentando una scuola di danzaterapia per il percorso nascita, che da un paio d'anni conduco corsi di movimento per le pance... 
Più proseguo in questa stupenda ed immensa professione di Vita che è l'Essere Ostetrica, più sto accanto alle Donne, più il mio Corpo mi chiama per occuparmi di lui. 

Sono fermamente convinta che per poter stare accanto agli altri, occorre partire da se stessi. E' una cosa che qualcuno mi aveva raccontato, tempo fa. Ma è solo vivendolo come un'esigenza, un bisogno naturale, è l'avvertirlo come il normale prolungamento (o punto di partenza?) di quello che è il mio lavoro, che gli consente di manifestarsi a pieno.
Così, prima di stare con gli altri, capisco di dover stare con me stessa. Prima di far danzare, danzo. Prima di essere riabilitatrice delle mie donne, lo sono di me stessa.

Qualche giorno fa, alle donne del mio corso di accompagnamento alla nascita, concludendo l'incontro dedicato all'allattamento al seno, ho fatto loro un augurio: non di allattare, non di non vivere difficoltà o di non avere ragadi, ma semplicemente di essere sempre con loro stesse, in sintonia ognuna con il proprio corpo. Di ascoltarlo ed ascoltarsi. Perché il nostro corpo sa, e non dobbiamo fare altro che seguirlo, per avere tutte le risposte che cerchiamo.

mercoledì 27 febbraio 2013

La tetta dello scandalo


Risale a questi giorni la notizia di un evento che ha dello sconcertante: una mamma (che ho conosciuto e accompagnato fin dai primi mesi della gravidanza) è stata trattata in malo modo dal barista di un locale di Meda, in Brianza, per il semplice fatto di aver osato allattare al seno la sua bambina all'interno del locale. La cosa, a detta del barista, non era gradita. Il gruppo di amiche non è stato invitato ad abbandonare il locale (tra l'altro, vuoto), ma è comprensibile il clima che ne è subito scaturito: le mamme non si sono più sentite libere di poter allattare, di poter nutrire i bambini affamati, i quali, giustamente, hanno iniziato a protestare. 
Per colpa di una pubblica dimostrazione di grande ignoranza e presunto pudore, sono le mamme, ed ovviamente anche i bambini, a rimetterci.

Più di una volta mi è capitato di sentire donne e uomini - anche e soprattutto madri e padri di famiglia - lamentarsi di un certo fastidio provocato in loro dalla vista di una donna che si scopre il seno in pubblico per allattare. Ma se una cosa NORMALE mi da fastidio, non sono io ad avere un problema da risolvere, piuttosto che gli altri?

Ci tengo a chiarire una cosa: una donna che allatta non sta facendo topless in spiaggia (cosa di cui, tra l'altro, nessuno si scandalizzerebbe), non sta con le tette al vento se non per quell'istante in cui il bambino, magari, si stacca dal seno per girarsi, distrarsi, finire, o fare altro. L'obiettivo non è mettere in mostra il davanzale. Per chi non lo sapesse, una donna che allatta ha davanti al seno - e dunque al capezzolo - la testa di un bambino. I centimetri di pelle che effettivamente si vedono, dunque, non possono certamente essere di più di quelli della sventolona di turno che frequenta lo stesso bar "no allattamento" indossando una camicetta scollata o un top striminzito. Sfido qualsiasi barista ad intimare ad una signorina simile di allontanarsi dal locale, o a mostrare la propria "mercanzia" in un altro bar.

A costo di essere ripetitiva e scontata fino alla nausea, vorrei ricordare l'enorme quantità di immagini di tette a cui siamo sottoposti tutti i giorni: tv, internet, giornali, pubblicità, moda... anche con intenti esplicitamente erotici. Da quando siamo così pubblicamente votati al falso moralismo?


Se state pensando che non c'è bisogno di specificare queste cose alquanto banali e palesi, ripensateci. Se pensate che quanto accaduto in questo locale sia un caso isolato, ricredetevi. In Italia - e non solo - le donne che allattano al seno in pubblico vengono spesso additate, guardate male, trattate peggio, insultate, discriminate. 

Ci tengo a specificare che non esiste alcuna normativa che vieti alle donne di allattare in pubblico. L'allattamento al seno, anzi, è incoraggiato da tutte le Linee Guida naizonali ed internazionali relativamente alla salute della donna dopo il parto e circa l'alimentazione del neonato, e in questo si comprende anche l'allattamento in pubblico. Essere sfamati è un diritto di ogni bambino. Essere portati al seno per qualsiasi motivo - dal bisogno di cibo alla coccola - è un sacrosanto diritto di ogni bambino allattato al seno. Se questa vista vi disturba, voltatevi dall'altra parte. I vostri commenti teneteveli per voi, perché se esiste la libertà di pensiero (e nessuno ha intenzione, qui ed ora, di prendersi cura dei vostri problemi di fastidio a riguardo) esiste anche la libertà d'azione. E se la vostra libertà di pensiero si traduce in giudizio, in grado di minare e limitare la libertà altrui, cessa di essere un problema solo vostro, e diventa purtroppo un problema di molti, potenzialmente di tutti. 

domenica 24 febbraio 2013

Il corpo nella Danza

Avevo davvero voglia, quest'anno, di tornare a studiare. Oltre ai brevi corsi di formazione, era mio desiderio dedicarmi ad un percorso più lungo, impegnativo, grande. Così, ho passato settimane, mesi, a cercare su internet qualcosa che facesse al caso mio, che potesse interessarmi e stimolarmi, e che potesse anche combaciare con i miei impegni lavorativi.
Ho passato in rassegna non so quanti siti di quante università, scritto email a scuole private, contattato professionisti e professori. C'erano alcuni master e corsi che continuavo a riguardare, con particolare interesse, continuando a pensarci, come un chiodo fisso, ma senza decidermi realmente.
Nel periodo delle mie ricerche, l'esperienza di lavoro corporeo che avevo iniziato con le donne in gravidanza dei miei corsi continuava ad arricchirmi in un modo del tutto speciale, mi donava linfa vitale nonostante ogni volta, dopo ogni incontro, tornassi a casa stanchissima, ma inspiegabilmente piena di energia.

Forse fu anche per questo che quando lo trovai, capii subito che questo corso faceva al caso mio: Formazione Italiana Danzaterapia Operatori Nascita metodo Maria Fux.
"Wow, che meraviglia...eccolo, è proprio lui!", pensai in preda alla più rivelatrice delle epifanie, senza assolutamente capirne il motivo, ma sentivo che era proprio così. Chiesi due informazioni pratiche, e mi iscrissi.

A chi oggi mi chiede cosa faccio durante i seminari, durante il corso, durante gli incontri, non so rispondere. "Danziamo", potrei dire. E racchiudere Tutto e Niente in una semplice ma potente parola.

Ora mi trovo in treno, di ritorno da Pisa, location del corso. Provo a pensare a quello che è stato oggi, e ieri, ma non riesco a focalizzare, a creare un pensiero, una frase che possa spiegare, nemmeno a me stessa. Rivivo immagini e movimenti, sguardi e intese, e questo basta, perchè questo E'.

Barbara - la nostra splendida insegnante - ieri ci ha detto che "formazione" è anche e soprattutto "cambiamento", di qualsiasi forma, dimensione ed entità esso sia. E che se si intraprende un percorso di formazione, occorre essere disposti al cambiamento.
Ecco, forse, cosa faccio insieme alle mie sorelle compagne di cammino: mi trasformo, muto, cambio e ritorno, e insieme scopriamo di poterlo fare.
Perchè non sono sola.

mercoledì 6 febbraio 2013

Un pomeriggio con le studentesse ostetriche

Oggi è il 6 febbraio, la giornata mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili.
Ieri, in occasione di questo evento, sono stata ospitata dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca, la mia "vecchia" scuola, per un incontro con le studentesse dell'ultimo anno del Corso di Laurea in Ostetricia, per affrontare insieme il tema delle MGF.

La prima cosa - molto professionale - che ho pensato varcando la soglia dell'aula 2 dell'edificio U8,  è stata "Minchia, che revival!". Ritornare in università, ma questa volta dall'altra parte, sedendo in cattedra e non sui banchi, devo ammetterlo, è stato strano. Ma bello. Spero di aver trasmesso qualcosa alle studentesse, anche portando loro la mia esperienza da volontaria in Africa e di ostetrica condotta che qui in Italia lavora molto con le donne migranti.

Negli occhi delle mie future colleghe mi è sembrata di scorgere una luce, una fiamma particolare, un'energia cosmica che neanche la preparazione e l'ansia per l'esame più difficile del semestre è in grado di smorzare fino in fondo. E anche se è da poco che ho lasciato l'ambiente universitario da studentessa, guardare nei loro occhi mi ha commossa. Mi hanno ricordato me stessa all'inizio dell'ultimo anno, presa, indaffarata, schizzata e ansiosa, spesso intrattabile e nervosa per via dello stress e dei ritmi a cui l'università mi sottoponeva, ma con dentro una voglia bestiale di iniziare e finire questa benedetta tesi, passare l'Esame di Stato e finalmente mettermi seriamente in gioco in prima linea, con le donne, per le donne.

Come ho detto ieri a tutte loro, io sono positiva: il periodo storico non è dei più favorevoli, le strutture ospedaliere non sono in grado di sostenere assunzioni, i tagli ai progetti e al personale gravano fortemente sulla qualità dell'assistenza, mettendo in crisi insieme le professioniste e le famiglie. Ma sono positiva. La mia Università ha introdotto novità, come le nuove possibilità di tirocinio al di fuori dell'ambito ospedaliero per assaporare l'assistenza sul territorio e a domicilio. E' un buon segno, si sta seminando. E sono certa che le ostetriche giovani, come me, e le future colleghe possano davvero essere un buon terreno fertile per nuovi frutti. Ma abbiamo anche bisogno dello sguardo e delle mani esperte delle colleghe più grandi, le "anziane": abbiamo bisogno che ci sostengano in questo cambiamento, abbiamo bisogno di essere unite, tutte, in una grande sorellanza di donne ostetriche.

sabato 26 gennaio 2013

Un salotto per le mamme brianzole

Era da un sacco che volevo farlo sul serio. In realtà è quello che sto già facendo per le mamme straniere nello SPAZIO ALLE MAMME a Parabiago insieme a Spazio Mondi Migranti. Prendermi un momento, uno spazio libero, un appuntamento da dedicare al salotto tra donne e mamme. 

Quando conosco mamme con bimbi dopo i 6 mesi, dopo l'anno, tutte mi raccontano di come, a volte, sono stati difficili i primi momenti dopo la nascita, quando si torna a casa dopo la dimissione dell'ospedale, ci si ritrova a guardarsi in tre, con una nuova persona, amata, delicata e preziosa, tra le braccia. Tra le novità di questa nuova e meravigliosa vita, occorre darsi il tempo necessario per capire e per capirsi, per accettarsi anche in quelli che gli altri definirebbero errori, per non credersi una madre degenere per aver pensato - fosse anche solo una volta e per un'impercettibile frazione di secondo - di gettare il bambino dal balcone, o di chiuderlo in lavatrice. A volte, ci vuole del tempo per comprendere di non essere pazze scoppiando a piangere senza preavviso davanti ad una pubblicità. Ci vuole pazienza e comprensione per capire che le amiche con cui uscivamo la sera, per un aperitivo o un giro per locali a Milano, quelle amiche "non ancora mamme", continueranno ad avere i loro giri, orari e abitudini di sempre, si annoieranno a sentirci parlare di allattamento, pannolini, notti insonni e tutine, saranno al lavoro o in università o a studiare in biblioteca in quelle ore del giorno in cui noi, a casa con il nostro bambino, tra un riposo e l'altro, avremmo voglia anche di un po' di tempo per noi, per stare tra donne.

Essere mamma non è solo questo, mi raccontano, e vedo. Per fortuna, è molto, molto altro. Ma a volte serve del tempo, servono occasioni, per scoprire di non essere sole, nel bene e nel male, nella gioia e nel dolore, nella buona e nella "meno buona" sorte.

Almeno dalle mie parti, a quanto mi raccontano, a volte - forse troppo spesso - mancano occasioni di incontro tra mamme, al di fuori dei canonici corsi. Intendo un posto completamente open, dove poter entrare e uscire quando si vuole, portare un'amica, conoscerne di nuove, bere insieme un tè o una tisana e fare merenda con torta e biscotti. Un posto dove staccare la spina, parlare veramente di qualsiasi cosa, senza paura di essere giudicate, o di dover stare attente a come e quanto tenere o non tenere in braccio il proprio bebè. Un po' per la voglia di dar vita a tutto questo, un po' per il fatto che - diciamocelo in tutta sincerità - io AMO stare insieme alle mamme, ho deciso insieme a Giulia Mandrino, presidentessa dell'Associazione culturale Mamma prêt-a-porter di Seregno e a tutte le operatrici con cui già collaboro, di creare un punto di incontro tra mamme, anche in dolce attesa. E l'abbiamo chiamato - non a caso! - IL SALOTTO DELLE MAMME. L'unico obiettivo è quello di stare insieme. 

Dedico questo mio tempo come volontaria, sarò io ad accogliere le mamme e ad assicurarmi che tutto sia comodo, pronto e carino, a misura di mamma&bimbo. E sì, sarò con voi chiacchierare, spettegolare e tutto quello che avremo voglia di fare (sarà un momento molto rosa, tutto al femminile!), e ovviamente rispondere alle vostre domande o dubbi per quel che riguarda la maternità, se lo vorrete.

Ci incontreremo a Seregno, in via Tasso 59, il primo e il terzo mercoledì di ogni mese, dalle ore 14.30 alle ore 16.30. Non serve prenotarsi, non serve iscriversi...potete venire e andare quando e come volete! Per essere dei nostri, basta solo associarsi a Mamma pret-a-porter.

Il salotto apre mercoledì 6 febbraio... Io sarò lì, vi aspetto!


lunedì 21 gennaio 2013

Sciopero nazionale delle ostetriche italiane


12 febbraio, sciopero di ginecologi e ostetriche nelle sale parto italiane: sarà garantita comunque l'assistenza al parto delle donne in travaglio, non verranno effettuati tagli cesarei programmati e induzioni programmate, idem per visite specialistiche, ecografie ostetriche, esami. Il tutto per puntare l'attenzione su come i tagli stiano mettendo in ginocchio l'assistenza, e per le polemiche sui livelli del contenzioso medico-legale. 

Io NON CONDIVIDO e NON ADERISCO allo sciopero. Scioperare non farà altro che far ricadere i disagi di un'assistenza già in difficoltà sempre sulle stesse persone: le donne. Lascio perdere il discorso dei ginecologi e mi rivolgo alle colleghe: abbiamo bisogno di farci sentire, di far capire quanto le ostetriche sono importanti per le mamme? Bene. Invece di scioperare, invece di sparire ulteriormente da uno scenario che fa già pena in quanto a qualità dell'assistenza, invece di dire "Guardate che casino se non ci siamo noi", perché non invertire la rotta e parlare di "Guardate, insieme, cosa possiamo fare con e per le donne"? Perchè, invece di scioperare, non possiamo impegnarci, tutte insieme, nei reparti, nelle sale parto, da volontarie, per un giorno o meno, manifestando accanto alle donne, dedicandoci a loro, una per una? Non è questo che continuiamo a dire? Non è forse questo quello che vorremmo? L'assistenza one-to-one, un'ostetrica che stia con una donna, che la accompagni da vicino, che le stia davvero accanto, invece di doversi dividere tra burocrazia, emergenze, impegni, cambi di turno... Perché non tendere una mano, ed aprirci, invece di continuare lungo la strada della devozione alla chiusura? 


Penso a quelle donne la cui data del termine è intorno a questo fatidico 12 febbraio 2013. Penso che, in mezzo al consueto carico di paura, mistero, agitazione, fermento che si vive andando incontro al momento della nascita, aggiungere quella lucina-allarme dal nome "sciopero del personale delle sale parto" non aiuta. 
Penso a queste donne, e raccolgo l'idea della collega di Bergamo Nadia Rovelli, docente universitaria presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, che suggerisce a tutte noi, ostetriche, colleghe, sorelle, di non sparire, ma anzi di esserci, oggi più che mai. Perché se c'è bisogno di farci sentire, se c'è bisogno di far capire cosa possiamo fare e cosa vorremmo fare se ne avessimo le possibilità, se ci fossero date condizioni di lavoro più dignitose...se c'è bisogno di alzare la testa e illuminare gli animi e le coscienze, non è sparendo dalla circolazione incrociando le braccia sul petto per 24 ore che lo si fa.

Scioperare il 12 febbraio non farà bene alle persone che vorremmo o che dovremmo proteggere. Scioperare non farà altro che far arrivare Natale due volte, quest'anno.

sabato 3 novembre 2012

"Spazio alle Mamme" !!

Ebbene sì, anche quest'anno a Canegrate (MI) riprendono gli incontri gratuiti per le mamme, grazie al progetto realizzato con Spazio Mondi Migranti di Parabiago in collaborazione con Associazione Gulliver di Canegrate.

Diversamente dall'anno scorso, il progetto è stato ampliato. Nasce così SPAZIO ALLE MAMME, non solo un percorso di sostegno in gravidanza, ma un luogo dedicato a tutte le mamme, future e neo, italiane e straniere, per conoscere, conoscersi, incontrarsi e parlare in libertà, scambiando idee, consigli, gioie e timori...scoprire di essere tutte uguali, semplicemente e meravigliosamente mamme! Insomma, un posto tranquillo e protetto, creato proprio per le donne in dolce attesa e le mamme di bimbi dai 0 ai 12 mesi. Insieme alle mamme, ci sarà sempre l'ostetrica (cioè io, la responsabile del progetto!) per poter anche rispondere a dubbi e perplessità.

Quando e dove?
Tutti i lunedì, dalle 13.30 alle 15.30
a Canegrate (MI) presso la sede dell'Associazione Gulliver
via Udine angolo via Zara, accanto alla pizzeria "Il Muretto"
a circa 300 m dalla stazione del treno

MAMME E CUCCIOLI...VI ASPETTIAMO!


Per maggiori info, potete chiedere a me, oppure contattare Spazio Mondi Migranti:
email: spaziomondimigranti@gmail.com 
cell: 3934896194


sabato 29 settembre 2012

Un flash mob per la Settimana dell'Allattamento Materno

La prima settimana di ottobre si festeggerà la Settimana dell'Allattamento Materno.

Allattare al seno, lo sappiamo, è una pratica antica almeno quanto l'uomo, naturale, preziosa ed economica, un metodo di cura alla base della sopravvivenza di tutti i mammiferi...bambini compresi!

Io e la mia collega Alessandra di MILELE abbiamo pensato di festeggiare con voi questa settimana speciale, coinvolgendo proprio tutti: mamme, papà, bambini piccoli ma anche più grandicelli, nonni, zii, amici, ostetriche, professionisti... Vi invitiamo tutti al
FLASH MOB ALLATTIAMO INSIEME!

Parlatene con le vostre amiche, invitate chi volete. Più siamo, meglio è!





















QUANDO E DOVE?
Sabato 6 ottobre alle ore 16.00 a Monza, alla fontana in Largo Mazzini (davanti alla Rinascente), per ALLATTARE INSIEME ALL'ARIA APERTA.
Vi aspettiamo TUTTI, mamme papà e bebè, ma anche chi non allatta più, e tutti quelli che condividono i nostri ideali, credendo nella libertà di scelta e di azione, rispettando la salute del bambino. 

COME FUNZIONA?
Il flash mob non è una manifestazione, ma un'azione apparentemente non organizzata, che deve coinvolgere tante persone contemporaneamente, e cattura l'attenzione dei passanti. Il ritrovo è alle ore 16.00 a Monza tra la fontana della Rinascente e i muretti in via Italia (zona negozio Sephora, per capirci!). Ognuno potrà scegliere di posizionarsi dove vuole, in piedi, o comodamente seduta sui muretti. L'evento scatterà poco dopo, all'arrivo di un segnale (tenetevi pronte!!!)

PER LE MAMME:
- se state allattando al seno, parteciperete allattando il vostro bambini
- se non state più allattando, potete partecipare mostrando la stampa grande di una vostra vecchia foto di allattamento (dimensioni tipo A4, non ci interessa che sia carta fotografica!), come la mamma con il cartellone nella foto
- se non avete potuto allattare per mancanza di un giusto sostegno, ci piacerebbe avervi con noi, mostrando un cartellone con scritti vostri brevi pensieri a sostegno dell'allattamento

PER LE OSTETRICHE O ALTRI OPERATORI DEL SETTORE:
potete partecipare con un cartellone/striscione/foglio (dimensioni libere) con scritto "IO SOSTENGO L'ALLATTAMENTO AL SENO", firmando sotto indicando la vostra professione e il vostro nome (es: Ostetrica Anna, Infermiera Sara, Educatrice Maria...)

PER LE MAMME OSTETRICHE:
...bè, scegliete voi, o fondete tutte le opzioni! :)

VI ASPETTIAMO!!!

mercoledì 4 luglio 2012

Seguire l'onda

Può sembrare strano, ma se c'è una domanda a cui proprio non so rispondere, è la seguente:
"Perché hai scelto di fare l'ostetrica?"

Certe cose non le scegli. Semplicemente, le senti. Magari ti capita di incrociarle, anche per caso. Ti fermi a guardarle e allora sì, qualcosa di meraviglioso accade, e sai di non poter ignorare una certa strana magia. 
Del resto, il pittore sceglie forse di dipingere?