Visualizzazione post con etichetta tu chiamale se vuoi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tu chiamale se vuoi. Mostra tutti i post

sabato 7 dicembre 2013

Felicità prenatalizie

Fatica, lavoro, soddisfazioni, difficoltà, gioie, divertimento... Mesi intensi, carichi, pieni di cose e di cose da fare...che mi impongono riposo con una bella influenza proprio in questo periodo prefestivo! 
Ma anche se la salute se ne va per un attimo, l'entusiasmo non cala! Sono soprattutto due le cose che voglio raccontarvi oggi, le novità che riempiono di gioia la mia vita.

Innanzitutto...da gennaio, sarò docente del percorso di formazione F.I.D.-O.N. (Formazione Italiana Danzaterapia Operatori Nascita metodo Maria Fux), accanto alla meravigliosa danzatrice e danzaterapeuta Barbara Turchi, e a tutti gli altri docenti di questo percorso del corpo e dell'anima. E' un percorso dedicato a chi si occupa di maternità e di "arti del cuore", cliccando qui potrete trovare tutte le informazioni, anche per potersi iscrivere. Se avete tempo, voglia e risorse da investire in un nuovo percorso di studi, ve lo consiglio davvero...è un'opportunità di crescita innanzitutto personale, e anche da un punto di vista professionale.



sabato 5 ottobre 2013

Nella pioggia

Una chiamata nella sera, prendo ed esco. Carica delle mie borse e di quell'adrenalina che mi fa sentire una bambina la sera di Natale, in attesa di aprire i regali. Carica di emozione, quell'emozione che solo i bambini in arrivo sanno rallentare in quella maniera così perfetta...mentre un orologio invisibile inizia a girare nella mia mente. Non ha lancette né numeri, segue il battito del mio cuore.
Esco, superando il portone. Mi ritrovo sul marciapiedi, nella notte nera, sotto al cielo, e mi accordo che piove. Sorrido, pensando a te, che hai sempre desiderato l'Acqua per l'arrivo del tuo bambino... Potrebbero essere lacrime, lo stupore della Vita. Saranno gocce di pioggia da asciugare prima di arrivare da voi, nella vostra casa.

Che il fluire sia con voi...

domenica 24 febbraio 2013

Il corpo nella Danza

Avevo davvero voglia, quest'anno, di tornare a studiare. Oltre ai brevi corsi di formazione, era mio desiderio dedicarmi ad un percorso più lungo, impegnativo, grande. Così, ho passato settimane, mesi, a cercare su internet qualcosa che facesse al caso mio, che potesse interessarmi e stimolarmi, e che potesse anche combaciare con i miei impegni lavorativi.
Ho passato in rassegna non so quanti siti di quante università, scritto email a scuole private, contattato professionisti e professori. C'erano alcuni master e corsi che continuavo a riguardare, con particolare interesse, continuando a pensarci, come un chiodo fisso, ma senza decidermi realmente.
Nel periodo delle mie ricerche, l'esperienza di lavoro corporeo che avevo iniziato con le donne in gravidanza dei miei corsi continuava ad arricchirmi in un modo del tutto speciale, mi donava linfa vitale nonostante ogni volta, dopo ogni incontro, tornassi a casa stanchissima, ma inspiegabilmente piena di energia.

Forse fu anche per questo che quando lo trovai, capii subito che questo corso faceva al caso mio: Formazione Italiana Danzaterapia Operatori Nascita metodo Maria Fux.
"Wow, che meraviglia...eccolo, è proprio lui!", pensai in preda alla più rivelatrice delle epifanie, senza assolutamente capirne il motivo, ma sentivo che era proprio così. Chiesi due informazioni pratiche, e mi iscrissi.

A chi oggi mi chiede cosa faccio durante i seminari, durante il corso, durante gli incontri, non so rispondere. "Danziamo", potrei dire. E racchiudere Tutto e Niente in una semplice ma potente parola.

Ora mi trovo in treno, di ritorno da Pisa, location del corso. Provo a pensare a quello che è stato oggi, e ieri, ma non riesco a focalizzare, a creare un pensiero, una frase che possa spiegare, nemmeno a me stessa. Rivivo immagini e movimenti, sguardi e intese, e questo basta, perchè questo E'.

Barbara - la nostra splendida insegnante - ieri ci ha detto che "formazione" è anche e soprattutto "cambiamento", di qualsiasi forma, dimensione ed entità esso sia. E che se si intraprende un percorso di formazione, occorre essere disposti al cambiamento.
Ecco, forse, cosa faccio insieme alle mie sorelle compagne di cammino: mi trasformo, muto, cambio e ritorno, e insieme scopriamo di poterlo fare.
Perchè non sono sola.

lunedì 11 febbraio 2013

In silenzio, nella neve

Oggi nevica. Ha nevicato un po' ovunque, e qui da me è tutto coperto da venti buoni centimetri di una neve bianca e soffice. 
Tutto sommato, mi piace quando nevica. Mi piace il silenzio che naturalmente scende su ogni cosa, e cala piano, insieme ai fiocchi più grossi e pesanti. Fa quasi sparire anche il freddo.
Ogni volta che cammino nella neve, da un anno a questa parte, penso a voi. Penso al silenzio carico di emozione che mi accompagnava mentre camminavo sotto la neve per venirvi a trovare. Penso alla piccola, ancora nella pancia della sua mamma. Ripenso alle parole, ai gesti e agli sguardi, a questa amicizia speciale che mi ha reso zia di una bambina stupenda. La vostra bambina. E allora continuo a camminare nella neve, passo dopo passo, in silenzio. E mi sento felice.


mercoledì 4 luglio 2012

Seguire l'onda

Può sembrare strano, ma se c'è una domanda a cui proprio non so rispondere, è la seguente:
"Perché hai scelto di fare l'ostetrica?"

Certe cose non le scegli. Semplicemente, le senti. Magari ti capita di incrociarle, anche per caso. Ti fermi a guardarle e allora sì, qualcosa di meraviglioso accade, e sai di non poter ignorare una certa strana magia. 
Del resto, il pittore sceglie forse di dipingere?




lunedì 4 giugno 2012

Essere ostetrica, diventare zia

Oggi ho passato un bella giornata. Dopo la solita sveglia delle 6, la colazione ancora da addormentata, il viaggio in auto, la mattinata passata in Mater Domini per assistere la ginecologa durante la seduta chirurgica delle colposcopie (dove c'è sempre qualcosa di nuovo ed interessante da imparare!), sono andata a trovare due mie "nipotine".
Essere un'ostetrica condotta ti porta ad entrare in punta di piedi nelle case delle persone, e accade che diventi un po' parte integrante della loro famiglia. 
Io lo faccio per passione, per lavoro, e mi sembra la cosa più naturale del mondo stare loro vicina, sentire come stanno, andarle a trovare, rispondere ai loro sms in caso di dubbio... Eppure, forse, non lo è.
Del resto, è proprio per questo che ho deciso di non lavorare in ospedale. Stare sul territorio mi piace, e ogni giorno scopro che ce n'è veramente bisogno. Sapere di avere qualcuno di fidato a cui poter chiedere in caso di bisogno, forse è già un ottimo punto di partenza, una sorta di garanzia. Avere la mente serena per il semplice fatto di sapere di avere un cuscino morbido su cui poter atterrare... Insomma, una cosa che molte mamme cercano.
E' proprio una cosa così semplice, banale, scontata? Forse no.

L'affetto che incontro negli occhi e nei cuori dei genitori che conosco ed assisto mi commuove e mi emoziona ogni volta. Dal semplice gesto di ricevere sul cellulare le foto dei cuccioli che crescono, o un commento dolce su facebook, alla meraviglia di essere chiamata "la zia Ele" e di essere invitata al battesimo del bebè. Ed è proprio lavorando sul territorio, da libera professionista, ricalcando le orme delle mie antenate, le ostetriche condotte, che per me è possibile entrare davvero in contatto, in intimità e complicità con le donne, ascoltare i loro bisogni, sapere come rispondere nel migliore dei modi, trovare passo dopo passo la giusta via per accogliere, accompagnare, sostenere.

Quello che faccio io per loro, per voi, mi appare ovvio, giusto, dovuto, scontato, indispensabile, buono. E l'affetto che ricevo in cambio è enorme e meraviglioso! Non riesco più ad immaginare la mia vita senza questi gesti quotidiani, senza lo scambio di attenzioni, senza il pensiero di tutti questi cuccioli, delle loro mamme e dei loro papà che affolla la mia mente dai primi minuti del mattino, fino a poco prima di addormentarmi.
Essere ostetrica significa portare il lavoro a casa. Perché, prima di tutto, lo porti nel cuore.