lunedì 21 gennaio 2013

Sciopero nazionale delle ostetriche italiane


12 febbraio, sciopero di ginecologi e ostetriche nelle sale parto italiane: sarà garantita comunque l'assistenza al parto delle donne in travaglio, non verranno effettuati tagli cesarei programmati e induzioni programmate, idem per visite specialistiche, ecografie ostetriche, esami. Il tutto per puntare l'attenzione su come i tagli stiano mettendo in ginocchio l'assistenza, e per le polemiche sui livelli del contenzioso medico-legale. 

Io NON CONDIVIDO e NON ADERISCO allo sciopero. Scioperare non farà altro che far ricadere i disagi di un'assistenza già in difficoltà sempre sulle stesse persone: le donne. Lascio perdere il discorso dei ginecologi e mi rivolgo alle colleghe: abbiamo bisogno di farci sentire, di far capire quanto le ostetriche sono importanti per le mamme? Bene. Invece di scioperare, invece di sparire ulteriormente da uno scenario che fa già pena in quanto a qualità dell'assistenza, invece di dire "Guardate che casino se non ci siamo noi", perché non invertire la rotta e parlare di "Guardate, insieme, cosa possiamo fare con e per le donne"? Perchè, invece di scioperare, non possiamo impegnarci, tutte insieme, nei reparti, nelle sale parto, da volontarie, per un giorno o meno, manifestando accanto alle donne, dedicandoci a loro, una per una? Non è questo che continuiamo a dire? Non è forse questo quello che vorremmo? L'assistenza one-to-one, un'ostetrica che stia con una donna, che la accompagni da vicino, che le stia davvero accanto, invece di doversi dividere tra burocrazia, emergenze, impegni, cambi di turno... Perché non tendere una mano, ed aprirci, invece di continuare lungo la strada della devozione alla chiusura? 


Penso a quelle donne la cui data del termine è intorno a questo fatidico 12 febbraio 2013. Penso che, in mezzo al consueto carico di paura, mistero, agitazione, fermento che si vive andando incontro al momento della nascita, aggiungere quella lucina-allarme dal nome "sciopero del personale delle sale parto" non aiuta. 
Penso a queste donne, e raccolgo l'idea della collega di Bergamo Nadia Rovelli, docente universitaria presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, che suggerisce a tutte noi, ostetriche, colleghe, sorelle, di non sparire, ma anzi di esserci, oggi più che mai. Perché se c'è bisogno di farci sentire, se c'è bisogno di far capire cosa possiamo fare e cosa vorremmo fare se ne avessimo le possibilità, se ci fossero date condizioni di lavoro più dignitose...se c'è bisogno di alzare la testa e illuminare gli animi e le coscienze, non è sparendo dalla circolazione incrociando le braccia sul petto per 24 ore che lo si fa.

Scioperare il 12 febbraio non farà bene alle persone che vorremmo o che dovremmo proteggere. Scioperare non farà altro che far arrivare Natale due volte, quest'anno.

sabato 12 gennaio 2013

Scegliere


Oggi è una di quelle giornate dal chiodo fisso. Il mio chiodo fisso di oggi è quello della scelta. 
Nella mia professione, accanto a donne, madri, padri, famiglie, mi capita quotidianamente di parlare di scelte, proporre alternative, valutare strade, e cercare di guidare e condurre per mano nel modo più neutrale possibile, limitandomi a fornire informazioni, e provando insieme a chi mi sta di fronte a setacciare le possibilità e ricercare la scelta migliore per loro in quel momento, quella che magari non andrebbe assolutamente bene per un'altra coppia, ma che per loro sembra essere proprio speciale. Perché possano avere la loro chance per essere felici. Perché possano veramente sentirsi attivi e viversi, partecipi e consapevoli, nel percorso di diventare genitori.

Nella vita di ogni giorno, tutti noi ci troviamo di fronte a delle scelte: facili, difficili, impossibili, interessanti, pessime, invidiabili, inevitabili.
Nella mia piccola vita da ostetrica, mi sono trovata nelle condizioni di fare piccole grandi scelte, insieme professionali e di vita.

Oggi io sono una libera professionista. In realtà, è quello che sono sempre stata, fin da subito, dopo la laurea, dopo l'Africa.
Per me, e solo per me, per il mio cuore e per la mia testa, questo è il mio miglior modo possibile di essere ostetrica. Nel dire questo, lungi da me qualsiasi tipo di giudizio. Non si tratta di fare distinzioni, dare meriti o demeriti tra chi lavora come dipendente in ospedale o in consultorio e chi svolge la libera professione. Si tratta di collaborare, ognuno a modo proprio, ognuno secondo i propri canali e le proprie possibilità, a rendere migliore il mondo dell'assistenza alla genitorialità. Ampliare le possibilità, migliorare i servizi, ponendo al centro sempre la coppia e la famiglia, il loro benessere, le loro scelte.
Ognuno deve essere prima di tutto onesto con se stesso e seguire il proprio percorso, trovare la propria dimensione. E' importante poter trovare una modalità, la propria modalità che consenta ad ogni singola ostetrica di esprimersi al massimo e al meglio, per essere quella meravigliosa compagna e guida che tutte le mamme, i papà e i bambini vorrebbero incontrare.

Personalmente, la realtà ospedaliera non ha mai fatto al caso mio. Già dal tirocinio universitario (che ho amato, e non ringrazierò mai abbastanza l'ospedale San Gerardo di Monza e le sue ostetriche per quello che ho imparato) sentivo che qualcosa non andava. Una sorta di feeling mal riuscito, nonostante il buon rapporto con le ostetriche, il grande impegno e i buoni risultati sul campo concretizzatisi in grandi felicità, soddisfazioni e valutazioni delle tutor sempre positive.
La routine era la prima cosa che faticavo a sopportare. Ed inevitabilmente, lavorando in una struttura, sia essa un ospedale o un ufficio, la routine è importantissima, e va rispettata per ottimizzare le risorse e migliorare la qualità. Io, però, non mi sentivo padrona del mio tempo. Detestavo il mare di scartoffie ed obblighi burocratici a cui badare, dal momento che questo sottraeva tempo ed energie a quello che avrei voluto fare di più: stare con le mamme e i loro bambini. 
Mi dispiaceva poi dover finire il turno e sapere che se fossero stati dimessi durante un mio riposo, non avrei mai più saputo nulla di loro. Mi sembrava così strano aver condiviso qualcosa di così grande e bello, e finire inevitabilmente col perdersi per sempre, perdere nella mia mente il suono della loro voce, l'immagine dei loro volti emozionati, il profumo dolce del loro bambino. E sicuramente anche i loro nomi. Mi faceva impazzire l'idea che, un giorno, camminando per il centro di Monza, avrei potuto incontrarli, non riconoscerli, o magari fingere di non conoscerli, forse per noia o per pigrizia. E viceversa. 
Così, per tentare di ingannare la mia pessima memoria, iniziai a tenere un piccolo registro segreto delle nascite che assistevo. Provavo ad annotare tutto, comprese le mie emozioni. Ma scrivere in maniera forzata, sotto "dettatura", fosse anche di me stessa, non è da me. Non rendeva. Abbandonai il progetto poco dopo.
Di quelle nascite assistite, mi è rimasta sicuramente l'esperienza, e l'emozione generale, confusa, di tutte, con qualche storia e immagine particolare che spicca a caratteri più limpidi in mezzo alle altre.

La mia memoria è un flop totale. Ricordo bene quel che devo fare, appuntamenti, promemoria e tutto, che quasi potrei non avere un'agenda. Ricordo le cose che ho studiato e che mi aiutano nella professione. Ricordo benissimo i testi delle canzoni e delle poesie. Non sono capace di ricordare le date, e puntualmente dimentico il compleanno di qualcuno. In realtà ricordo solo il mio, quello dei miei genitori, mio fratello, il mio moroso. Fatico a ricordare gli eventi, i volti, le persone, i nomi. Anche le esperienze più belle ed emozionanti, nella mia mente sono spesso destinate a sbiadire, come i contorni di una foto di molto tempo fa. Gli avvenimenti si confondono, i confini sfumano. Le storie reali, almeno per il tempo in cui le vivo, voglio che siano totali. Totalmente piene, cariche, luminose. Non mi piace accontentarmi. I ricordi si affievolirebbero ancor prima.

La mia memoria è un flop totale, ma c’è un luogo nel mondo che sembra essere immune alla sua corrosione: l’Africa, la casa delle esperienze più forti ed accecanti.
Dopo altri due periodi di volontariato, conseguita la laurea, a gennaio finalmente partii realizzando il sogno di una vita: fare l’ostetrica in Africa. Per la precisione, tornai ancora una volta in Kenya, accompagnata da due colleghe con cui avevo condiviso il duro periodo degli studi universitari.
Dal punto di vista professionale, e non solo, l’Africa mi ha posto di fronte ad un grande bivio. A pochi giorni dalla conclusione del terzo mese di permanenza, mentre ci apprestavamo a vivere l’ultimo, intenso periodo di lavoro, arrivò la chiamata che segnò il nostro destino. Per un’inspiegabile ragione, nonostante le raccomandazioni di non considerare la nostra presenza prima della data del nostro effettivo rientro in Italia, fummo contattate dall’ospedale per coprire un posto di lavoro a tempo determinato. La prima a cui toccò la patata bollente fui io, poiché più in alto in graduatoria delle tre. Chiamarono il 6 aprile, giorno della vigilia del mio compleanno. Mi sembrava un complotto, una beffa, un assurdo e quanto mai perfido scherzo del destino. Il giorno prima dei festeggiamenti mi si poneva di fronte alla scelta di abbandonare il progetto di quello che era, per me, il sogno di una vita intera, un qualcosa, un desiderio o un richiamo le cui origini nemmeno mia madre ricorda, in cambio di un ambito posto di lavoro che mi avrebbe permesso per molti mesi di fare esperienza, imparare, guadagnare. Avevo ventiquattro ore di tempo per decidere. Già, perché non presi subito la decisione.

Passai ventiquattro ore a parlare da sola, delirare, imprecare, cercare consiglio e rifugio in mia madre e in mio padre, con la sensazione di avere una bomba sotto al culo, pronta ad esplodere al minimo cenno di insicurezza.

Dopodiché, decisi. O meglio, con l’aiuto da casa, trovai il coraggio per rendere nota la mia decisione, metterla nero su bianco, e comunicarla all’ospedale. Rifiutai quel posto di lavoro. Non volevo andarmene e abbandonare il lavoro che avevo da fare, non volevo lasciare l’Africa, non volevo tradire il mio sogno, nonostante la partenza sarebbe stata di lì a un mese.
Mi sentivo sollevata. Mi sentivo un po’ folle, probabilmente completamente incosciente. Ma ero felice. E del resto, mi dicevo, non avevo una famiglia da mantenere, un lavoro l’avrei trovato comunque, prima o poi.
E, diciamocelo, la voglia di accettare un posto di lavoro in quell’ospedale che conoscevo già a menadito non era nulla di che. Iniziai a chiedermi per quale motivo avessi fatto il colloquio prima di partire.

Così, dopo la mia rinuncia, la palla rimbalzò all’altra collega, che accettò di tornare in Italia.
Poco tempo dopo, per questioni personali, anche l’altra collega decise di tornare prima del tempo, ed io rimasi sola, un po’ impaurita, delusa e amareggiata.
Tuttavia, fu solo col tempo, col passare dei giorni e con il susseguirsi degli avvenimenti, che compresi che quella fu per me una grandissima occasione di svolta.
Da sola, feci tantissime cose. Imparai molto, sperimentai emozioni speciali, migliorai il mio swahili tutt’oggi ancora elementare, ebbi occasione di fare lunghissime chiacchierate con le donne keniote ricoverate nell’ospedale e con i colleghi locali. Mi fu data l’occasione di vedere le cose da un altro punto di vista che prima, forse un po’ naturalmente chiusa nel nostro cerchio di wazungu, di bianche, non avevo avuto modo di considerare. Quel periodo fu il perfetto concludersi del cammino percorso nei mesi precedenti. Avevo visto colori, conosciuto storie e vissuto avventure non ripetibili, quasi non raccontabili. O per lo meno, non interamente comunicabili. Avevo abbracciato persone uniche, avevo stretto mani sagge e vissute. Avevo accolto alla vita bambini più leggeri di una piuma, dei minuscoli pesciolini neri sanissimi. Avevo accompagnato alla morte cuccioli bellissimi. Sembravano addormentati.

Il giorno della partenza, lasciando il St Orsola Mission Hospital di Matiri, appena fuori dal suo pesante e grande cancello verde, dal finestrino del pullman stracarico di gente sudata e bagagli, guardavo la suora salutarmi, in lacrime. Piansi, sentendo il cuore distruggersi in mille pezzi. In quel momento, capii che se fossi tornata in Italia per ricominciare a fare quel che avevo fatto fino a prima della partenza, per giunta nel medesimo ospedale, lo stesso di sempre, sarei certamente finita col soffocare.




giovedì 27 dicembre 2012

Buon Natale...e Buone Feste!

...anche se un po' in ritardo causa meritate ferie&riposo di questi giorni...


auguro a tutti voi 
un Buon Natale, 
Buone Feste 
e un Buon Anno Nuovo!

Chissà cosa ci porterà questa nuova era Maya...speriamo Amore, Rispetto, Coccole e Riposo :)



venerdì 16 novembre 2012

"Vi racconto l'Amore" si trasferisce...

Ho sempre scritto, in vita mia. 
L'ho sempre fatto, per passione, per divertimento, per evadere...più semplicemente, perché mi veniva naturale farlo. E non ho mai smesso.
Tranne negli ultimissimi mesi, nell'ultimo anno, per un serie di eventi e coincidenze con le quali non sto a tediarvi. 
Comunque.
Ci ho provato (o meglio, riprovato) dando vita a "Vi racconto l'Amore", con l'intento di raccogliere racconti di Vita, vita da ostetrica, e vita di madri, padri, figli. Qualcosa l'ho anche scritto, e pare sia piaciuto. Ma così non va. O meglio, così non vado io. Non funziono, non produco, non mi viene da scrivere nulla. Faccio fatica. E per quanto io possa amare smisuratamente il mio lavoro da ostetrica, la scrittura, per me, è altro, deve essere altro. Scollegata, fuori da ogni giudizio, irriverente, anche scomoda. Insomma, mia e reale. Se tutto questo resta connesso alla mia professione (e dunque anche professionalità), inevitabilmente mi sento investita di un ruolo anche qui, e per quanto positivo possa essere...io, qui dentro, ci vivo male. Non nuoto: annaspo. Non parlo: balbetto. Non cammino: inciampo.
Ecco perché ho deciso di trasferire "Vi racconto l'Amore". Cerco di ridare vita a quel che mi manca, ma che non ho perso, perché è sempre dentro di me. 
Agli affezionati dico "Non preoccupatevi, non ve ne andatevene". Nella nuova casa, troverete i racconti che avete già letto (non si cancella nulla!), ma anche molto, molto, molto di più. Ho tante cose, nei cassetti, a prendere polvere, che aspettano di vedere la luce. E cose nuove, certo, ansiose di venire al mondo. 
A tutti voi, benvenuti.


Buona lettura.




sabato 3 novembre 2012

"Spazio alle Mamme" !!

Ebbene sì, anche quest'anno a Canegrate (MI) riprendono gli incontri gratuiti per le mamme, grazie al progetto realizzato con Spazio Mondi Migranti di Parabiago in collaborazione con Associazione Gulliver di Canegrate.

Diversamente dall'anno scorso, il progetto è stato ampliato. Nasce così SPAZIO ALLE MAMME, non solo un percorso di sostegno in gravidanza, ma un luogo dedicato a tutte le mamme, future e neo, italiane e straniere, per conoscere, conoscersi, incontrarsi e parlare in libertà, scambiando idee, consigli, gioie e timori...scoprire di essere tutte uguali, semplicemente e meravigliosamente mamme! Insomma, un posto tranquillo e protetto, creato proprio per le donne in dolce attesa e le mamme di bimbi dai 0 ai 12 mesi. Insieme alle mamme, ci sarà sempre l'ostetrica (cioè io, la responsabile del progetto!) per poter anche rispondere a dubbi e perplessità.

Quando e dove?
Tutti i lunedì, dalle 13.30 alle 15.30
a Canegrate (MI) presso la sede dell'Associazione Gulliver
via Udine angolo via Zara, accanto alla pizzeria "Il Muretto"
a circa 300 m dalla stazione del treno

MAMME E CUCCIOLI...VI ASPETTIAMO!


Per maggiori info, potete chiedere a me, oppure contattare Spazio Mondi Migranti:
email: spaziomondimigranti@gmail.com 
cell: 3934896194


domenica 7 ottobre 2012

Allattando insieme

Ieri pomeriggio, a Monza, è stato davvero bello condividere un momento speciale con tante mamme, papà, bambini. 
Vederle allattare i loro cuccioli tutte insieme, alla luce del sole, sotto lo sguardo incuriosito (e anche intenerito!) dei passanti, mi ha commossa. Non siamo abituati a prenderci dei momenti di condivisione così, senza dover per forza organizzare qualcosa di grande, ma semplicemente stando insieme, sorridendo. Siamo stati proprio bene, e riguardare le foto mi rende felice.

Ringrazio tutti quelli che ci sono stati, le famiglie, le giornaliste che daranno risalto a questa bella iniziativa, la rappresentante di un'associazione di asili della zona, le colleghe venute da Bergamo. Alessandra, mia collega, amica e compagna di avventura, Silvia per le bellissime foto che ha scattato, e la mia mamma e il mio papà che sono sempre contenti di sostenere la loro figlia un po' pazza.


Qui, un video dell'evento, per capire quanto è stato bello esserci!
VIDEO DEL FLASH MOB ALLATTIAMO INSIEME




sabato 29 settembre 2012

Un flash mob per la Settimana dell'Allattamento Materno

La prima settimana di ottobre si festeggerà la Settimana dell'Allattamento Materno.

Allattare al seno, lo sappiamo, è una pratica antica almeno quanto l'uomo, naturale, preziosa ed economica, un metodo di cura alla base della sopravvivenza di tutti i mammiferi...bambini compresi!

Io e la mia collega Alessandra di MILELE abbiamo pensato di festeggiare con voi questa settimana speciale, coinvolgendo proprio tutti: mamme, papà, bambini piccoli ma anche più grandicelli, nonni, zii, amici, ostetriche, professionisti... Vi invitiamo tutti al
FLASH MOB ALLATTIAMO INSIEME!

Parlatene con le vostre amiche, invitate chi volete. Più siamo, meglio è!





















QUANDO E DOVE?
Sabato 6 ottobre alle ore 16.00 a Monza, alla fontana in Largo Mazzini (davanti alla Rinascente), per ALLATTARE INSIEME ALL'ARIA APERTA.
Vi aspettiamo TUTTI, mamme papà e bebè, ma anche chi non allatta più, e tutti quelli che condividono i nostri ideali, credendo nella libertà di scelta e di azione, rispettando la salute del bambino. 

COME FUNZIONA?
Il flash mob non è una manifestazione, ma un'azione apparentemente non organizzata, che deve coinvolgere tante persone contemporaneamente, e cattura l'attenzione dei passanti. Il ritrovo è alle ore 16.00 a Monza tra la fontana della Rinascente e i muretti in via Italia (zona negozio Sephora, per capirci!). Ognuno potrà scegliere di posizionarsi dove vuole, in piedi, o comodamente seduta sui muretti. L'evento scatterà poco dopo, all'arrivo di un segnale (tenetevi pronte!!!)

PER LE MAMME:
- se state allattando al seno, parteciperete allattando il vostro bambini
- se non state più allattando, potete partecipare mostrando la stampa grande di una vostra vecchia foto di allattamento (dimensioni tipo A4, non ci interessa che sia carta fotografica!), come la mamma con il cartellone nella foto
- se non avete potuto allattare per mancanza di un giusto sostegno, ci piacerebbe avervi con noi, mostrando un cartellone con scritti vostri brevi pensieri a sostegno dell'allattamento

PER LE OSTETRICHE O ALTRI OPERATORI DEL SETTORE:
potete partecipare con un cartellone/striscione/foglio (dimensioni libere) con scritto "IO SOSTENGO L'ALLATTAMENTO AL SENO", firmando sotto indicando la vostra professione e il vostro nome (es: Ostetrica Anna, Infermiera Sara, Educatrice Maria...)

PER LE MAMME OSTETRICHE:
...bè, scegliete voi, o fondete tutte le opzioni! :)

VI ASPETTIAMO!!!

sabato 4 agosto 2012

MILELE anche a Seregno!


***aggiornamento giugno 2020***
Il centro Mamma pret-a-porter è stato chiuso, ma potete contattarmi per conoscere tutte le mie altre attività, i corsi e l'assistenza ostetrica a Seregno e dintorni.
ostetrica.eleonora@gmail.com




Da settembre, avrò l'onore e il piacere di essere l'ostetrica referente del centro Associazione culturale Mamma prêt-à-porter, a Seregno.
Il centro, punto di riferimento per tante mamme e bambini della zona, ospita ed organizza tante iniziative, incontri e corsi a sostegno e tutela della maternità, in collaborazione con tanti esperti e professionisti del settore materno-infantile. E neanche a dirlo, la location è davvero meravigliosa!!! Fate un salto per crederci, l'atmosfera è incantevole. Venite a trovarci, anche solo per scambiare due chiacchiere con la presidentessa dell'Associazione, sorseggiando un buon tè. 
Mamma prêt-a-porter lo trovate in via Tasso 59 a Seregno. 
Questo è il sito: http://www.mammapretaporter.it/ , attualmente in aggiornamento (seguitelo per essere sempre aggiornate, o scrivere a info@mammapretaporter.it per ricevere la newsletter con tutti gli aggiornamenti).

Queste le mie attività al centro:



VI ASPETTO A SETTEMBRE!


martedì 31 luglio 2012

Continuano a parlare di noi!

Sul "Giornale di Desio" di oggi, ecco una bella intervista che parla un po' di me e del progetto MILELE. 
La mia ultima esperienza africana ha significato molto. La definisco un'esperienza "totale", e descriverla a parole è praticamente impossibile. Tra le tante cose che ho imparato, del Kenya ho portato a casa il pensiero che non è mai troppo tardi né troppo presto per sognare, che la volontà e la forza che impieghiamo per realizzare un progetto può fare davvero la differenza. Così come ho imparato ancora di più a mostrare alle persone il mio entusiasmo per quello che faccio, senza nascondere le mie emozioni ma sapendo essere al contempo professionale, perché per le famiglie che ho conosciuto, che assisto e che incontrerò sulla mia strada è importante sentirsi accolti sul serio, e sentire di essere "a casa" anche di fronte ad un perfetto estraneo. Credo che per assistere la nascita e sostenere le coppie in questo percorso speciale, non può non esserci posto per le emozioni. Anche per noi ostetriche.
Tutto questo, e molto ancora, mi ha portata ad essere libera professionista, per ricalcare le orme delle ostetriche condotte di una volta. E in successivo momento a dar vita a MILELE, grazie alla preziosissima collaborazione con Alessandra.




martedì 10 luglio 2012

Corsi autunnali: aperte le iscrizioni!

Ciao a tutte le mamme, pancione e non.
A settembre ritornano a Lissone (MB) i corsi che sono tanto piaciuti alle mamme e ai bambini...


ACCOMPAGNAMENTO ALLA NASCITA
e
MASSAGGIO AYURVEDICO AL BAMBINO




Staremo insieme, impareremo tante cose utili, ci divertiremo con altre mamme e bambini, in piccoli ed intimi gruppi non affollati, in un luogo speciale ed accogliente.


Me le novità non finiscono qui!!
Seguite il blog di MILELE per scoprire gli altri corsi attivi in altre location della Brianza.
...Monza...Seregno...Lesmo...Lissone...Oreno...Ornago...!!!


Le iscrizioni sono aperte. Vi aspetto a settembre!




Per info ed iscrizioni: ostetrica.eleonora@gmail.com - 349 8773727




mercoledì 4 luglio 2012

Seguire l'onda

Può sembrare strano, ma se c'è una domanda a cui proprio non so rispondere, è la seguente:
"Perché hai scelto di fare l'ostetrica?"

Certe cose non le scegli. Semplicemente, le senti. Magari ti capita di incrociarle, anche per caso. Ti fermi a guardarle e allora sì, qualcosa di meraviglioso accade, e sai di non poter ignorare una certa strana magia. 
Del resto, il pittore sceglie forse di dipingere?




lunedì 4 giugno 2012

Essere ostetrica, diventare zia

Oggi ho passato un bella giornata. Dopo la solita sveglia delle 6, la colazione ancora da addormentata, il viaggio in auto, la mattinata passata in Mater Domini per assistere la ginecologa durante la seduta chirurgica delle colposcopie (dove c'è sempre qualcosa di nuovo ed interessante da imparare!), sono andata a trovare due mie "nipotine".
Essere un'ostetrica condotta ti porta ad entrare in punta di piedi nelle case delle persone, e accade che diventi un po' parte integrante della loro famiglia. 
Io lo faccio per passione, per lavoro, e mi sembra la cosa più naturale del mondo stare loro vicina, sentire come stanno, andarle a trovare, rispondere ai loro sms in caso di dubbio... Eppure, forse, non lo è.
Del resto, è proprio per questo che ho deciso di non lavorare in ospedale. Stare sul territorio mi piace, e ogni giorno scopro che ce n'è veramente bisogno. Sapere di avere qualcuno di fidato a cui poter chiedere in caso di bisogno, forse è già un ottimo punto di partenza, una sorta di garanzia. Avere la mente serena per il semplice fatto di sapere di avere un cuscino morbido su cui poter atterrare... Insomma, una cosa che molte mamme cercano.
E' proprio una cosa così semplice, banale, scontata? Forse no.

L'affetto che incontro negli occhi e nei cuori dei genitori che conosco ed assisto mi commuove e mi emoziona ogni volta. Dal semplice gesto di ricevere sul cellulare le foto dei cuccioli che crescono, o un commento dolce su facebook, alla meraviglia di essere chiamata "la zia Ele" e di essere invitata al battesimo del bebè. Ed è proprio lavorando sul territorio, da libera professionista, ricalcando le orme delle mie antenate, le ostetriche condotte, che per me è possibile entrare davvero in contatto, in intimità e complicità con le donne, ascoltare i loro bisogni, sapere come rispondere nel migliore dei modi, trovare passo dopo passo la giusta via per accogliere, accompagnare, sostenere.

Quello che faccio io per loro, per voi, mi appare ovvio, giusto, dovuto, scontato, indispensabile, buono. E l'affetto che ricevo in cambio è enorme e meraviglioso! Non riesco più ad immaginare la mia vita senza questi gesti quotidiani, senza lo scambio di attenzioni, senza il pensiero di tutti questi cuccioli, delle loro mamme e dei loro papà che affolla la mia mente dai primi minuti del mattino, fino a poco prima di addormentarmi.
Essere ostetrica significa portare il lavoro a casa. Perché, prima di tutto, lo porti nel cuore.





E' nato MILELE!

Ciao a tutti! E' con immensa gioia che vi comunico la nascita di MILELE.


MILELE è un progetto di assistenza ostetrica. Grazie all'impegno mio e dell'ostetrica Alessandra Beretta di Monza, collega e amica, abbiamo deciso di unire le nostre forze, il nostro sapere e la nostra passione per poter arrivare a sostenere ed aiutare ancora più donne, ragazzi, madri, padri e i bambini della Brianza.

Di cosa ci occupiamo? Di tutto ciò di cui si occupa un'ostetrica, è chiaro!
Per conoscerci meglio, seguiteci sul nostro blog http://ostetrichemilele.blogspot.it/, o sulla nostra pagina facebook "MILELE - ostetriche con te".

Abbiamo bisogno del vostro sostegno per crescere e raggiungere chiunque abbia bisogno di noi!
Grazie a tutti!